A vcs TEC CHALLENGE

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Ricordo con emozione quando uscì il gioco per Commodore 64 e dopo tanti anni è arrivato questo tributo sull’Atari 2600.

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Simon Quernhorst ha pubblicato questa bellissima edizione speciale nell’anno 2006, creando un piccolo capo-lavoro, infatti la grafica e l’audio si avvicinano molto alla versione per Commodore 64, l’impatto iniziale è spettacolare, soprattutto per la musica del gioco.

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Il nostro temerario azteco, per salvarsi la vita deve fuggire, ma ovviamente mille pericoli lo aspettano, il primo ostacolo è quello di raggiungere la piramide, ma nella corsa verrà bersagliato a destra e sinistra, con ripetute lancie.

L’immagine dell’azteco che corre, con tutti i capelli sciolti è l’ombra in movimento è uno dei ricordi che mi avevano lasciato basito e adesso rivederlo sull’Atari 2600 mi lascia piacevolmente colpito.

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Dopo il primo livello si deve affrontare il secondo, anche qui il gioco riprende la versione del Commodore 64 molto fedelmente, raggiunta la piramide dobbiamo scalarla, ma ripetuti massi ostacoleranno la nostra salita.

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Bello… tutto il gioco è programmato molto bene, ma si poteva fare molto di più!

Simon Quernhorst si è voluto fermare ai soli primi due livelli, forse perchè voleva dimostrare le sue capacita utilizzando un gioco che negli anni 80 aveva sbalordito tutti, per grafica e audio e due livelli sono sufficienti per dimostrarlo.

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Per questo motivo A vcs TEC CHALLENGE dopo l’entusiasmo iniziale lascia un po delusi, per consolarci 
in questa edizione speciale Simon Quernhorst inserisce entrambe i formati NTSC e PAL, con un piccolo CD audio, in cui vi si trovano diverse versioni della colonna sonora di AZTEC CHALLENGER, una patch dove viene raffigurato il nostro azteco che corre verso la piramide ed il softweare su CD per giocare alla versione per PC.

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A questo punto non ci rimane che accontentarci ed inserire il nostro CD audio nello stereo, alzare il volume e giocare ai due livelli del gioco ascoltando le 6 versioni della colonna sonora, arrangiate in diversi modi, ma 
rimango nella speranza che un domani Simon Quernhorst riprenda l’ottimo lavoro fatto, per concluderlo!

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